sabato 20 gennaio 2018

PREVIDENTE 2

previdente...

E sì ero stato attento e previdente, avevo letto attentamente le prescrizioni del grande capo tanto che avevo provveduto alla stesura per tempo, addirittura prima dell' inizio di quelle che si usa indicare come feste e l'avevo anche attentamente salvato, evitando quel <pubblica> che sarebbe stato un NON OTTEMPERARE agli ordini che il capo aveva indicato.

Poi deve essere accaduto qualcosa (e dire che proprio nel giro natalizio avevo controllato ed era ben salda l'indicazione "bozza" e ricontrollato proprio nell' immediato giorno dopo la BEFANA ed era tutto ancora lì in attesa del GIOCO) perché la bozza è scomparsa annegata nel mio personale disordine mentale e in quelle amnesie che una splendida medichessa sta appunto studiando per vederne le origini. E tutto gioca contro perché quelle cosidddette amnesie quando sono nel suo studio spariscono, tanto che mi è venuto il dubbio che sia  proprio il mio cosiddettto subconscio a manovrare in modo opportuno così da avere nuove occasioni di incontri "professionali" con la dottoressa specializzata in letture del pensiero di vecchietti come me.

Però sono stato bravino con le domande trappola con cui la medichessa cercava di farmi cadere in buca e su una ventina di quesiti apparentemente lontani e contradditori fra loro sono scivolato solo in un caso... sorprendendo me stesso. Evidentemente qualcosa aveva funzionato da catalizzatore e così era momentaneamente scomparso lo svanito prof pensionato facendo riemergere quel chimicastro che conosco da oltre ottanta anni...

Ma ormai è il momento dei saluti ed è già molto che siate arrivati fin qui stando quasi in ASCOLTO ed è arrivato il momento della FUGA dai ricordi e dai sogni sperando che il prossimo venturo match abbia migliore esito.

A domenica, giornata fatidica, sperando di essere in palla...


NB:  Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger, su parole scelte a turno dai partecipanti, organizzato su Verba Ludica.  


martedì 9 gennaio 2018

RICOMINCIAMO

Forse è giunto il momento di tornare a qualche anno fa, raccogliere quelle poche e misere idee residuali, smettere di rincorrere i MI PIACE e i CONDIVIDI, le facili battute che scivolano via in entrata e in uscita sul FACCEBBOUKKE ed esprimersi nel modo abituale di qualche anno fa senza nascondersi dietro il titolo di qualcun altro cavandosela con una battuta d' avvio.

L' occasione mi è venuta oggi leggendo quel che riguardava il MARONI, quello della LEGA,
che ha preso una decisione molto interessante capace di rimescolare giochi di potere e prospettive interessanti per il futuro postelezioni. Al di là degli slogan e dei giochi più o meno espliciti di potere è chiaro ed evidente che vecchi slogan e posizioni politiche ormai esprimono posizioni pressoché inattuali. E questo vale al centro, a destra e a sinistra. Chi oggi ha 40/50 anni vive una realtà che non corrisponde ai racconti che vengono fatti, sia se vive posizioni di responsabilità, sia che si viva la realtà esecutiva in aziende di ogni dimensione sia pubblica che privata. Con tutto il rispetto, e al di là dei principi sbandierati ufficialmente, le alleanze interne e internazionali hanno assunto interpretazioni molto diverse. Prendiamo così un 50 enne con percorso universitario che gli ha già consentito di muoversi in contesti internazionali grazie a stages pre o post laurea, che abbia quindi avuto esperienze di realtà lavorative a livello di team diversi e inevitabilmente spesso con moduli non sovrapponibili e comunque tali da avere confronti con colleghi (o clienti potenziali) di altre nazioni europee od extraeuropee quasi quotidiani. Quotidianamente, o quasi, si trovano a dover decidere o suggerire comportamenti compatibili con la nostra realtà normativa ed economica e la realtà normativa ed economica concreta dell'altro cliente e/o partner e la decisione DEVE essere rapida, concreta e reale in termini sia economici, di fattibilità e nei tempi concordati. Ma, quel che è peggio, con capi con 10 o 20 anni in più legati ancora a moduli, opinioni, centri di potere, suggeritori ormai fuori dalla realtà che però non è possibile ignorare.

E' notizia di oggi che sarebbe stata individuata una catena operativa sul genere mafioso o similare comprendente esponenti di spicco a livello di poteri locali, cioè le organizzazioni "malavitose" sono su livelli di comportamenti che se ne fregano dei ferrivecchi giuridici ed operativi delle nostre strutture addette. Per non parlare delle grandi aziende sovranazionali che, bontà loro, forse sono disponibili per regalare un po' dei loro utili per consolare un po' di nostri governanti. E allora immaginare che all' interno dei vari schieramenti ci sia un interesse a superare barriere pseudo-ideologiche per arrivare fra qualche mese a un governo che superi cristallizzazioni quasi centenarie può essere solo che POSITIVO e se fra un po' di mesi si arrivasse a un team di governo che prescindesse dalle posizioni ufficiali attuali esplicitamente e senza le solite ipocrisie penso sarebbe qualcosa di molto interessante e consentirebbe anche a noi ITALIOTI di contare positivamente di più!


sabato 24 settembre 2016

DIVERSAMENTE ABILI? non so come definire...

La difficoltà parte da subito dal nome poi leggi e capisci che un termine che ci comprenda tutti è veramente impossibile e molte forme di disabilità più o meno accentuate con l'avanzare dell'età e degli acciacchi colpiscono molti. E allora? Allora parliamo del rapporto fra le difficoltà del singolo e l'atteggiamento mediamente diffuso e metto in causa anche il Benito quindicenne che allora abitava da poco di nuovo in famiglia, a Trieste, mentre dalla quarta elementare alla fine della quinta ero vissuto in un collegio che raccoglieva quei ragazzi fra gli 8 e i 22 anni che in qualche modo assomigliavano ai detriti che cavalcano le onde dopo una violenta mareggiata.
 
La mareggiata per una parte non piccola di certe regioni del centro-nord era stata la fase finale della guerra 1940/45, fase finale che si usa definire "civile" solo perché coinvolge anche chi una divisa formale non ha, mentre per molti altri aspetti è ben peggiore della guerra degli eserciti. Finite le elementari poi avevo deciso di farmi prete (i miei erano emigrati da Ravenna a Trieste in modo che mio padre trovasse occasioni di lavoro, perché più di 40 anni prima mio nonno AUGUSTO (bel nome per un giovane anarchico di buona famiglia) era scappato da Imola a Trieste e là aveva messo su famiglia e figli e a Trieste c'erano i due fratelli più giovani.
 
Evidentemente la "vocazione" aveva dei limiti, limiti che mal sopportavano ad esempio le incongruenze della disciplina imposta spesso senza giustizia (o così sembravano a quei 32 chili di preadolescente di poco più di 13 anni) e quindi anch' io finii a Trieste.
 
E fu appunto un giorno del secondo anno dello scientifico Oberdan che scendevo dal tram in Largo Barriera e buttavo a terra il biglietto, biglietto (era il 1952, maggio) che fu raccolto da un turista tedesco con moglie e messo nel cestino. Gesto che non dimenticai mai più e che ha riempito spesso le mie tasche e gesto che mi fece capire che il mondo era ANCHE degli altri, non solo mio, ed è questo il vero discrimine fra molti noi italici e il resto del mondo e in quel resto del mondo ci sono appunto i "diversamente abili", compresi quegli uomini e quelle donne che anche per età non hanno più l'abilità necessaria a muoversi con disinvoltura in un insieme di persone arrogantemente (per inconsapevolezza e abitudine) vivi.
 
La prima volta che capitai ad Amsterdam, molti anni dopo, ero meravigliato nel vedere una mamma con un piccolo nel cestino della bicicletta e la sorellina non tanto più grande che pedalava in colonna con la mamma come se non fossero nel traffico (ma il traffico c'era). O ricordo una scena a Fiume (arrivavo da Spalato u po' tanti km più a sud) fermo in prima fila al semaforo rosso  e poi arriva il verde, io parto e dopo qualche minuto nello specchietto vedo un muro di auto parecchie decine di metri dietro di me rispettosamente nei limiti che vergognosamente, con il senno di poi, io avevo ignorato!
 
E allora come si diventa come in altre nazioni? Amando se stessi, sapendo che non siamo isolati, che se pensiamo a noi stessi dobbiamo pensare agli altri, perché anche noi siamo "altri". E allora se parliamo di altri allora smettiamo di bruciare i semafori, parcheggiare in seconda e forse terza fila, a far salotto sui marciapiedi, a muoverci uscendo da scuola come se fossimo un' orda barbarica. Tanto più che i "barbari", quelli delle "orde", hanno imparato che è la comunità che conta anche grazie a un cristianesimo meno individuale e, soprattutto, che siamo tanti e i cimiteri sono pieni ...
 
PS: naturalmente qualcuno ci deve INSEGNARE e l'unico sistema è alzare notevolmente la probabilità di venire puniti e non occorrono multe pesanti (e rare), sono molto meglio pizzicotti frequenti ma molto probabili. Ricordo un giorno, abitavo in un comune fuori Bologna e insegnavo in città, quel giorno mancava una classe in gita così uscii in macchina attorno alle 10 e con il mio potentissimo e scassatissimo 1100 mi mossi lungo la via Emilia liberamente nei centri abitati come se fossi nelle code della mattina e su 16 km incocciai in tre pattuglie (quelle in moto di una volta), non c'erano ancora i punti ma i soldi da pagare sì.
 
MI HANNO CONVINTO anche per gli altri giorni. 

giovedì 18 agosto 2016

BURKINI visto da...

A pagina 27 di Repubblica di oggi giovedì 18 agosto ci sono due commenti sulla questione BURKINI SI - BURKINI NO. A confronto fra loro Chiara Saraceno e l'inarrestabile Paolo Flores d'Arcais (quest'ultimo con la "d" minuscola, come si conviene per non dimenticare l'ascendenza).
 
E' un peccato non aver ritrovato i link corrispondenti e mi son dovuto accontentare delle tracce dei rispettivi Wikipedia, del resto il Paolo Flores, etc., imperversa un po' ovunque, specie poi adesso per proclamare il NO futuro incrollabile, ma anche su questo argomento ha posizioni incontrovertibili.
 
< Raccontarsi che indossare burka o burkini può essere una libera scelta è il colmo dell'ipocrisia. Una scelta è libera se chi la compie è al riparo, fin da bambina, da ogni minaccia/paura, e viene cresciuta nel progressivo esercizio dello spirito critico e della autodeterminazione. E' possibile che un caso di burkini su un milione abbia queste caratteristiche, ma un problema sociale non si affronta a partire dall' eccezione, ma dalla regola >  
 
Diverso è l'approccio della Chiara Saraceno che non può non osservare che la rigida legge francese si riferisce ai luoghi dove si svolgono "funzioni pubbliche" non le strade, le piazze, le spiagge ed etc e che non si parla del velo integrale che copre il viso e, talvolta, le mani ed etcetera.
 
Vietare il burkini con qualche scusa più o meno fantasiosa - dalle norme sulla sicurezza a quelle sull'igiene - o richiamando il, legittimo, disagio che dopo gli attentati i francesi proverebbero per tutto ciò che i francesi proverebbero per tutto ciò che appare mussulmano, mi sembra non solo sbagliato, ma controproducente.
Non aiuterà certo a reagire le donne eventualmente costrette ad indossarlo dagli uomini della loro comunità. Piuttosto le costringerà a rimanere rinchiuse, strette fra due opposti divieti entrambi autoritari. Confermando che "portare in giro il proprio corpo" è sempre e solo un affare di divieti e prescrizioni da pate di chi ha potere, conditi da un bel po' di GUARDONISMO.
 
La "mia" opinione? sto con la Saraceno non fosse altro perché è una delle tante donne  che ho conosciuto direttamente e indirettamente e delle quali mi sono sempre fidato, almeno per i loro desideri e sofferenze.

venerdì 26 febbraio 2016

CIRINNA' MANCONI REPUBBLICA e... meglio poi che poco.

La conclusione del capitolo "Unioni" ha portato in Repubblica un'aria insolita, almeno a leggere la pagina 41 riempita con due articoli che partono dalla prima pagina ma chiaramente elogiativi se non di Renzi, certamente dell'esito e del come si è concluso al Senato la vicenda UNIONI.  Comincio con LA NUOVA BRECCIA DI PORTA PIA  titolo che non lascia dubbi nel significato del giudizio che si vuole dare.
 
NELLA lunga e tortuosa storia della liberazione sessuale dell'Italia, ha lo stesso valore epocale della legge sul divorzio e di quella che regola l'aborto, questa legge che, approvata dal Senato (presto lo sarà dalla Camera), porta il nome di una tormentata e dolce signora, Monica Cirinnà, che ieri in Senato sembrava l'indomabile donna riccia di Modugno. La Cirinnà è stata assediata e insultata ma, piangendo e indietreggiando, resistendo e rilanciando, è alla fine entrata nel tempio delle grandi della sinistra: Lina Merlin, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Emma Bonino... le signore dell'inaudito italiano.

Eppure, oggi quest'altro inaudito si avvera senza consapevole drammaticità. C'è solo il frastuono della battaglia politica pro o contro Renzi, il rumore dell'abbasso e dell'evviva al governo, la solita spaccatura guelfi-ghibellini di un Parlamento post-ideologico che ha smarrito le ragioni fondanti della legge: l'uguaglianza, la civiltà dei diritti, l'amore, la famiglia, la sofferenza di tante persone che si amano e magari credono pure in Dio e nei sacramenti e però sino a ieri dovevano nascondersi perché il loro amore, la loro convivenza e la loro stessa fede non erano riconosciute dai lanzichenecchi teocon e teodem.

Comunque la si guardi, questa legge è dunque una nuova Porta Pia, cioè  una riaffermazione della laicità dello STATO con la Cirinnà nuova eroina italica e con nessun richiamo al buon Alfano.  Finalmente anche l'Italia entra a far parte di quel gruppo dove già la cattolicissima Irlanda e persino il Portogallo si trovano. E se è stato necessario usare NCD e i sodali di Verdini, sempre secondo Merlo, è l'inevitabile necessità dell'impiego della suprema arte di derivazione democristiana della mediazione, a cui si è sottratto il Grillo
 
<perché i sondaggi gli hanno suggerito che non gli conveniva.>
 
Insomma un successo e grazie all'abilità e alla ostinazione del Presidente del Consiglio la separazione fra lo STATO ITALIA e l'altro, il VATICANO  è diventata più VERA.
 
E poi, sulla stessa prima pagina che prosegue a pag. 41, interviene Stefano Folli con parole molto chiare ed esplicite (il link non è disponibile perché "a pagamento")
 
Comunque la si voglia valutare nei dettagli, la riforma Cirinnà approvata ieri dal Senato è di quelle destinate a scrivere la storia del costume, facendosi ricordare ancora fra qualche decennio. Era accaduto lo stesso con il divorzio, che spaccò il Paese in forme drammatiche, assai più di oggi, ma poi fu assimilato dal buon senso degli italiani che sorprese molti politici pessimisti.
 
Aggiungo io, che all'epoca c'ero già di età adulto, che i bravi maschietti specie di modificazione cattolica praticante sono assolutamente all'oscuro di quanto le femmine cattoliche siano di gran lunga più saggie ed evolute di quel che a loro appare. Non a caso il buon dio per  produrre Gesù si affidò ad una intelligente e tranquilla femmina  che sapeva come raccontarla a cocco Giuseppe.
 
Troverà conferma anche nei prossimi giorni la sterzata di Repubblica nei confronti di Renzi? suppongo di sì, sempre aspettando di vedere quel che succederà alle elezioni amministrative prossime venture.
 
MANCONI? Non ha ancora deciso se stare o  e comunque debito da onorare con LGBT...

sabato 31 ottobre 2015

DAGLI a quel CANE...


E' una espressione idiomatica della mia infanzia che significa solo che troppo spesso i pre-concetti sono una abitudine consolidata e abituale e spesso pure cercata perché richiama facilmente il consenso di chi ama delegare le opinioni a chi MEGLIO vuole esprimere un URLATO DISSENSO e creare facilmente BERSAGLI RODOMONTALI.

C'è un senso di eroico atteggiamento nel criticare comunque e dovunque e rassicura sui propri personali insuccessi predire che tutto andrà MAL, madama LA MARCHESA.
 
Specialisti in questo sono non pochi operatori della carta stampata e/o della parola scritta e i loro seguaci e cultori non amano vedere se i temporali sono veramente arrivati e le tragedie sono veramente accadute, basta ogni volta cambiare discorso e obiettivo e tutto s'aggiusta.
 
Un esempio? Il caso dell' EXPO di MILANO e delle TRAGICHE PREVISIONI ammannite al colto PUBBLICO  e all'inclita GUARNIGIONE da un quotidiano specialista in questo e altre simili quisquiglie, salvo poi armarsi di pannoloni quando lo scontro si fa serio.
 
Ringrazio in questo un quotidiano rinato da poco e che spesso ritorna alla verve e alla fantasia di anni lontani, allora ero appena adolescente, con le quali FORTEBRACCIO ravvivava la quotidianità politicante con i suoi interventi. Il riferimento è ovviamente a l' Unità rinata avendo dismesso quei panni noiosi e politichesanti tipici di altri simili luoghi e indispensabili, come si vede ogni volta che si vuol essere veramente,
secondo la loro vulgata, SINISTRI (ogni allusione a Il Manifesto è voluta).
 
E veniamo allo SVOLGIMENTO e relativa CRONISTORIA.
 
10 MAGGIO 2014,  < Ritardi, mazzette e Pm: per Expo 2015 l'incubo del fallimento >
 
7 FEBBRAIO 2015 < Expo a un passo dal crac >
 
19 MARZO 2015  < Expo, mancano 43 giorni. Ecco le foto del disastro > 
 
29 APRILE 2015  < Expo al via, ma l'Italia non è pronta >
 
5 MAGGIO 2015  < Come è inutile l'Expo nel secolo di Internet>
 
24 MAGGIO 2015 < Expo, una piccola fiera alla periferia di Milano >
 
24 MAGGIO 2015 < Expo, la verità nascosta del flop dei visitatori >
 
27 MAGGIO 2015  < Expo, chiudetelo prima: il fallimento è totale >
 
8 AGOSTO 2015  < L' Expo dei record: il miliardo e mezzo che manca nei conti >
 
16 OTTOBRE 2015 < Dicono: Expo un successo. Ma è proprio vero? >
 
 
 
 
 
 ALLA PROSSIMA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

sabato 22 agosto 2015

cari ITALIANI di POTERE, un po' più di ipocrisia...

 
 
 
C' è un particolare delle vicende di questi giorni ricchi di commenti e funerali. Intanto non è casuale che il tutto sia esploso nel momento clou delle sacre ferie italiche. A questo proposito stavolta, a meno che non mi sia distratto, non c'è stata la solita recita della intervista al Ministro dell'Interno il 15 agosto condotta e, forse, attuata nel suo ufficio al Ministero SUO. In cambio è esploso il FUNERALONE sopra ricordato e, fra le tante, la notizia che riguarda il Sindaco di Roma "in ferie ai Caraibi"
 
 
E così, malignamente, m'è venuta in mente una notiziola antica, del 2008, di quando il buon Veltroni comprò casa alla figlioletta impegnata, per studio, a New York. Combinazione nello stesso periodo anche una figlioletta del contraltare Massimo era, per studio, nella grande città americana. Divertente il racconto che all'epoca ne fece DAGOSPIA.
 
Un tempo tutto era più semplice, chi legge e ha un po' di anni sa che c'era un luogo quasi monacale dove l'intelligentia si ritirava per ristorarsi e meditare, CAPALBIO. Stranamente riscoperta da un antico fossile sempre pronto a un qualche rientro, PRODI, che a Capalbio arriverà per una LECTIO MAGISTRALIS sull'economia il
 
L'invito che suggerisco è VOLATE BASSO, smettetela con le esibizioni rivolte ai vostri concorrenti più o meno parigrado, anziché il FATE I BRAVI come suggerisce BERGOGLIO, siate IPOCRITI e la stessa cosa ORDINATELA ai mezzi di comunicazione di massa, non dovete convincere i vostri veri padroni che anche VOI siete dei pari grado, non ci riuscirete mai, mancheranno sempre un tot di zeri nei vostri conteggi, il futuro sarà grigio ancora per molti decenni.
 
ADELANTE PEDRO CON JUICIO

martedì 7 luglio 2015

GRECIA? no grazie, CIVIS ROMANUS SUM

 
Dev'essere una deformazione culturale la mia, del resto inevitabile non avendo compiuto il percorso tipico di un italico che mira ai grandi destini, quello che parte dal GINNASIO (2 anni) e poi i solenni tre anni del LICEO (che è tale solo se è CLASSICO).
 
E dev'essere così perché in questi giorni tutti i giornali e altri supporti adatti ad esprimere concetti si sono riempiti di ricordi e accenni al grande PASSATO (proprio così, come quello dei pomodori, PASSATO!).
 
Qualcosa di vero ci dev'essere stato effettivamente visto che solo verso il 200 prima di Cristo Roma entra in rotta di collisione con uno dei tanti frammenti di Grecia. Già perché i latini ne avevano le palle piene di queste imbarcazioni, che oggi diremmo corsare, che venivano a intralciare i commerci dei "barbari" romani e depredarli dei frutti del loro lavoro. Erano quindi già passati più di 500 anni da quando quei rozzi migranti, che venivano dal NORD, avevano varcato le Alpi e bordeggiato l'Appennino sul lato a OVEST fino a fermarsi in quello che si chiamerà Lazio, stando sempre nel piano. Già c'erano stati altri migranti che prenderanno il nome di Umbri, Volsci, Sanniti, Marsi e Sabini tutti di origine indo-europea o, comunque, provenienti dal freddo alla ricerca quindi di luoghi con climi migliori per vivere e riprodursi. In quei 500 anni in qualche modo avevano colonizzato quei cugini, imparando l'arte dell'integrare e assimilare, più che dominare. Già cominciavano a scendere ancora più a Sud, il mare diventava fonte di novità, di conoscenze, di avventure e di commerci. Quei commerci ancora poco conosciuti ma ben noti alle popolazioni che erano arrivate a Sud e che in climi meno rigidi avevano raggiunto benessere mai immaginabile per quei rozzi coloni.
 
Ed ecco qui la premessa fondante del futuro che permetterà ai latini di raggiungere dimensioni inimmaginabili anche nell'oggi: integrare in un unico comando e sistema popoli così diversi per origini ed economia. Integrazione vera, di lingua, di costumi, di diversità religiose e di tradizioni di cui approfittarono poi i cristiani per assumere posizione dominante, facile premessa di nuove disgregazioni.
 
Ed è qui la grande novità dei LATINI rispetto ai greci, quella di uscire dalla gretta difesa dei piccoli territori, difesa in gran parte anche garantita dalla struttura sociale con il potere in mano a una minoranza (che "democraticamente" decideva sulla pelle della grande maggioranza "schiava". Schiava per origine o, molto più spesso, perché perdente nelle eterne guerre).
 
Passarono i secoli, quelli bui e quelli del Rinascimento, stranamente i luoghi d'origine dei "barbari" si organizzarono meglio degli antichi latini anche per il prevalere dei vincoli sociali sui diritti individuali e nel territorio italico ancora oggi si nota questa netta distinzione socio-territoriale con un Nord (Ovest o Est senza grandi distinzioni) più disponibile al bene comunitario e un Sud più orientato verso un dominio di pochi (più o meno illuminati) sui molti, fino a poco fa poco organizzati.
 
Non so se questa analisi sia corretta, ma in questa direzione mi spingono proprio le maledizioni scagliate contro il Nord Europa e le rievocazioni dei CONTAFAVOLE dell'antica Grecia che dettavano le loro lezioni ai pochi liberi in un mondo di molti schiavi.
 
 
 
 

giovedì 19 marzo 2015

COMUNIONE & ibernazione.

 
 
 
Era il titolo che mi frullava in testa e me lo son tenuto stretto tanto che Il FATTO, quello QUOTIDIANO, lo aveva già capito in un articolo una volta tanto esauriente.
 
Quello che Il Fatto forse non conosce è la sostanza della presenza della Compagnia delle Opere. La Compagnia ha una presenza capillare in Lombardia nel mondo delle piccole imprese e interviene in moltissimi "servizi" come i rapporti con le ASL (sicurezza, inquinamento, etc.), nel come utilizzare finanziamenti regionali con la messa a punto, ad esempio, di progetti di ricerca e/o di ristrutturazione e via raccontando. La LEGA non ha potuto, per sua stessa natura, sostituirsi a questa catena professionale diffusa.
 
E per non parlare della sanità che lega tutto un mondo, intanto professionale (medici e paramedici), e poi strutturale e potente che coinvolge numerose categorie economiche, non solo strettamente legate all'arte medica.
 
Chi sente più parlare di Formigoni? Saggiamente non se ne parla più e Lupi è (o, adesso, ERA) diventato il referente giusto e politicamente potente (e disponibile) oltre che caratterialmente poco in vista e fedelmente subalterno.
 
Chi sarà il suo SOSTITUTO? Probabilmente lo staranno contrattando adesso...

martedì 17 marzo 2015

MADONNA MIA QUANTI SCANDALI Renzuccio MIO!



 
1.-  E cominciamo dallo scandalo Mose. Scriveva Repubblica

L'elemento nuovo di questo primo passaggio davanti ai giudici consiste nel fatto che il collegio ha annullato parte dell'ordinanza del Gip, Alberto Scaramuzza,  quella per i fatti riferiti al periodo antecedente il 22 luglio 2008. Sono così 'cadutì i reati, perché prescritti, relativi "alle ricezioni in occasione della campagne elettorali di cospicui finanziamenti che gli venivano consegnati" da Piergiorgio Baita (ex Mantovani); cassata anche la "ricezione nel 2005 della somma di 200mila euro all'hotel Santa Chiara di Venezia" su versamento del Consorzio Venezia Nuova; stessa sorte per il "finanziamento delle opere relative alla ristrutturazione dell'abitazione di Cinto euganeo", la famosa villa padronale, sempre nel periodo in esame. Escluso, infine, anche il versamento nel 2005 "in un conto corrente presso una banca di San Marino della somma di 50mila euro".

Il Riesame - punto questo a sfavore della difesa - ha anche respinto l'ipotesi di una competenza del Tribunale dei ministri per i fatti dell'inchiesta Mose addebitati a Galan dopo il 2010, quando il politico di Fi divenne ministro. 'Bocciate allo stesso modo anche le riserve avanzate dai legali sul rispetto dell'articolo 6 della Costituzione relativo ai diritti al 'giusto processo'.

Si deve quindi ritenere che l'operazione MOSE fosse già in essere nel 2005, anche se, causa prescrizione, si possono prendere in esame solo i fatti dopo il 2010.

Domanda, chi era al Governo dal 2005? Sentendo la CLAQUE, questo scandalo è legato al Governo RENZI.

2.- E continuiamo con lo scandalo EXPO.




Scriveva Il Fatto Quotidiano

“Condizionati appalti sui servizi e sull’area parcheggi”
I pm titolari dell’inchiesta – il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, i sostituti Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, assieme a Bruti Liberati – hanno chiarito che l’associazione per delinquere “operativa da un anno e mezzo o due” avrebbe condizionato o tentato di condizionare almeno da metà del 2013 alcuni appalti dell’Expo, tra cui la gara per “l’affidamento per le architetture di servizi”, che sarebbe stata pilotata a favore dell’imprenditore vicentino Enrico Maltauro, anche lui finito in carcere. Maltauro, sempre secondo i pm, avrebbe versato “30-40mila euro al mese” in contanti o come fatturazione di consulenze alla “cupola degli appalti”. Paris, importante manager dell’Expo e, in particolare, responsabile dell’Ufficio contratti, avrebbe dimostrato “a partire dal settembre-ottobre 2013 piena disponibilità nei confronti del sodalizio” e sarebbe stato “totalmente a disposizione”, tanto che, sempre secondo i pm, “avrebbe fornito notizie riservate sulle gare d’appalto e pilotato le assegnazioni”. Al centro dell’inchiesta ci sono poi alcuni altri appalti “minori” di Expo come quello “dell’area parcheggi”. Le indagini poi avrebbero accertato anche la presunta aggiudicazione illecita di appalti per alcune “aziende ospedaliere lombarde” e del progetto “Città della Salute”, nuovo polo che dovrebbe sorgere a Sesto San Giovanni e che dovrebbe riunire il “Besta” e l’istituto tumori. Ma non solo: la “cupola” secondo i pm è riuscita anche a condizionare un appalto con al centro Sogin per lo smaltimento di scorie nucleari. 


Da almeno la metà del 2013... Chi regnava all'epoca al GOVERNO?


3. -  E arriviamo all'ultimo. Lo SCANDALO Grandi infrastrutture



Scriveva OGGI 17 marzo Il GIORNALE (Quotidiano dei Berlusconi)

Appalti pubblici e grandi opere ancora nel mirino della magistratura. Un blitz del Ros disposto dalla procura di Firenze ieri ha fatto scattare le manette ai polsi di Ercole Incalza, grande burocrate del ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha attraversato sette governi nell'arco di tre lustri, fino al dicembre 2014 capo della struttura tecnica di missione del dicastero.

Rileggete con attenzione:  sette governi nell'arco di tre lustri. Un lustro sono CINQUE ANNI, quindi TRE LUSTRI significa a partire  dall'anno 2000. E quindi ci sono tutti, Berlusconi, D'Alema, Prodi, Monti e persino quello del Nipotino Letta e con loro quasi tutti gli attuali contestatori del fiorentino, a parte, forse Salvini, mentre qualche goccia di rugiada, per la parte siciliana, forse sfiora persino le STELLE. E naturalmente potrebbe sfiorare il neo PdC che almeno può avere il merito di aver dato qualche segnale contro la corruzione, sia per la discussione su Il Falso in Bilancio, sia sulla nomina dell'ANTICORRUZIONE.

E con questo chiudiamo, per adesso, facendo però notare che se la Magistratura in questi ultimi 12/15 mesi si è mossa, significa pure che sapeva di potersi muovere, che non sarebbero arrivati STOP AND GO governativi anche per il banale motivo che gran parte della squadra governativa (a parte NCD) era, appunto, al suo debutto.

 

lunedì 9 febbraio 2015

la GRANDE SCOPERTA, eppure io l'avevo prevista quasi due mesi fa

Ed era una scoperta banale, improvvisamente (lo scrivevo su FB) avevo notato di viaggiare sulla 131 sarda immerso in un nuvolo di targhe che cominciavano con E e  seguita, sempre quella E, da lettere in fondo all'alfabeto, qualcuna anche tipo EW. Eppure fino a qualche giorno prima vedevo delle "D" e io CM mi ero immatricolato più di 10 anni prima (giugno 2004). La segnalazione, ottimistica, fatta su FB, aveva ricevuto degli allegri insulti dagli "amici" con cui sono in rapporto di tranquilla e contrastata opinione. Poi arrivò la notizia dei centomila nuovi assunti di dicembre e di nuovo mi commentarono che era tutta propaganda, chissà come li avevano assunti e a fare poi cosa, visto che non si vende e tutti si suicidano e bruciano cassonetti e pure altro.
 
E adesso? Adesso improvvisamente tramite il suo supplemento AFFARRI e FINANZA Repubblica spara un titolo
 
Auto, meccanica, Nordest
venti di ripresa sull'Italia
a spingerli euro e petrolio
 
e così tutto all'improvviso da un giorno all'altro. Poi mi viene un dubbio, ad esempio la Fiat, o come si chiama, si era certo accorta dell'aumento delle vendite dell'11.2% in dicembre, tanto che oggi ha deciso di eliminare delle cassa integrazione. Così come il comparto macchine utensili nel IV trimestre gli ordini sono aumentati del 19.1% non solo dall'estero, anzi dal mercato interno e le macchine utensili significa che chi ordina prevede LAVORO.
 
Ma perché i titoli oggi? Perché si son convinti che il Governo tiene botta, che il PD, si spera, ha messo la testa a posto, che Renzi ritiene di non dipendere dai voti del NO-CAV, che insomma ci si può fidare perché i soldi ci sono e tra quando decidi di investire e quando puoi usare quel che ti serve passano almeno sei mesi e potrà essere tardi, qualcuno ci ha pensato prima di te e tutto questo perché i maledetti soldi ci sono e chi li ha non ci guadagna niente a tenerli fermi e ha capito che il problema più grosso, lo STOP AND GO (cioé la mano d'opera che devi tenere comunque) in parte è risolto.
 
Sarà vero? Certo i segnali ci sono e, anche la Grecia, son solo cazzi loro!

domenica 1 febbraio 2015

giolitti, andreotti, Palmiro Togliatti... ???

A leggere i giornali oggi sembra sia accaduto l'impossibile, eppure nella realtà politica italiana non mancano i precedenti di grandi navigatori del mondo politico italiano, il qual mondo politico italiano è quasi sempre una cattiva (e nello stesso tempo sincera) rappresentazione della realtà nazionale. E così per comodità, ma anche per simpatia (e forse anche scarsa conoscenza della storia italica) dal gran calderone "democratico" prendo a riferimento tre figure importanti due delle quali che hanno governato ufficialmente (Giolitti e Andreotti) e la terza (Palmiro Togliatti) che ha molto influito intanto per bloccare e salvare l'Italia da possibili COLONELLI (vedi Grecia) e poi nel formare una nuova leva dirigente che in qualche modo avvicinasse il "proletariato" italico al potere democratico attraverso un insieme di strumenti operativi che andavano dalla culla al funerale e calibrati in modo da accogliere il maggior numero di aderenti e contemporaneamente potessero dare forma e sostanza alle nuove generazioni.
 
Togliatti nasce nel 1893, si laurea brillantemente sotto la guida di Luigi Einaudi (!) e pur riformato per la miopia entra come volontario nella Croce rossa da già iscritto al Partito Socialista (1914), poi, modificati i criteri di arruolamento, chiederà di andare fra gli alpini. Finita la guerra, è storia nota, la fondazione del PCI con Gramsci, Terracini e Tasca e inizia il continuo navigare fra le varie frazioni  e sottofrazioni sia a Mosca che in Europa. Ma non è questo che interessa, ma la sopravvivenza fisica e politica di Togliatti che comportò anche momenti oscuri, come in Spagna dove i suoi nemici erano certamente franchisti e fascisti ma anche tutti quei combattenti che avevano posizioni contrarie a Mosca e in particolare quindi anche contro gli anarchici che furono letteralmente mandati allo sbaraglio e decimati. Poi c'è la guerra, le vicissitudini della resistenza e, infine, la svolta di Salerno che portò il PCI, in accordo con Mosca, a privilegiare la lotta antifascista alla eliminazione della monarchia e di conseguenza l'ingresso nel CLN. In tutte queste fasi il riferimento erano sempre l'URSS e Stalin poi piano iniziò una evoluzione che portava comunque al consolidamento in Italia del Partito anche perché gli accordi di Yalta assegnavano l'Italia agli USA, con la Russia che arrivava fino al confine orientale con Trieste TLT (territorio libero con Zona A controllata da americani e inglesi e zona B sotto controllo slavo), il quale confine era controllato dallo Yugoslavia di Tito..
 
Nel 1948 il Fronte Nazionale (PCI-PSI) ottiene il 30,8%, nel 1953 il PCI da solo arriva al 22.6 con il PSI (di Nenni) al 12,7%. Ed è proprio in queste elezioni che viene eletto deputato Napolitano, classe 1925 e quindi 28 anni e nel PCI rappresenta l'ala "liberaldemocratica" anche se accetta per disciplina SEMPRE la linea ufficiale del partito. Vien da pensare che a volte tra Togliatti e Napolitano ci sia stata sintonia, in fondo l'ambiente intellettuale primario di formazione era "liberals" e la preoccupazione principale del PCI all'epoca, e non solo, era quella di evitare scontri che avrebbero potuto portare alla messa fuori legge se non alla guerra civile. Comunque lentamente i risultati elettorali migliorano  di qualche punto (25.3 nel 1963), (26.9 nel 1968), (27,2 nel 1972) e poi il picco del 1976 con il 34,37 sotto la guida di Berlinguer, per scendere al 30,38 3 anni dopo (1979) e poi il solito trend, come nel 1987 con il 26,57. In fondo il 25 e qualcosa per cento di Bersani è lo standard con l'improvviso 40% delle ultime europee.
 
Tutto questo per dire che quando arriva il "fenomeno" RENZI in qualche modo il Napolitano che si avvicina ai 90 anni vede l'occasione di una lunga vita politica e trova in Renzi quel carattere e quelle opportunità tante volte perse di portare il PCI, oggi PD, finalmente al Governo e su posizioni difendibili anche negli anni futuri e la stessa elezione a Presidente di Mattarella sembra quasi la conclusione di un percorso iniziato con Moro, senza quelle tentazioni berlingueriane di assolutismo culturale che alla fine rinchiudono il partito, qualsiasi partito in un ghetto INUTILE.
 
 

sabato 31 gennaio 2015

il "BIMBO MINCHIA" e la messinculo...

Quel BIMBO MINCHIA è l'insistente marchio di fabbrica di un gruppo di signori e, soprattutto, di signore della buona provincia italica  della bassa Romagna che ama distinguersi per la qualità intellettuale (vera), un orientamento "sinistro" unito a un vezzo intellettual borghese per non esser confusi con il popolo, quello "qualsiasi", solo che proprio quel Bimbo Minchia sembra aver raggiunto un obiettivo che solo pochissimi giorni fa sembrava non solo improbabile persino impossibile.
 
Strillava nel titolo oggi, e in prima pagina, la Unione Sarda (tipico quotidiano locale di massima diffusione e quindi di orientamento nettamente benpensante) "Berlusconi sotto scacco, è il giorno di Mattarella" eppure solo qualche giorno fa sembrava tutto così opaco per il futuro di questo primo ministro. E' solo di qualche giorno fa il pelligrinaggio greco in adorazione del nuovo Re Magio della SINISTRA SINISTRA. Peccato che non si era neppure spento l'eco del "Bella ciao" a gola spiegata che il nuovo capogoverno greco scambiava i suoi lingua in bocca proprio con quel Bimbo Minchia.
 
Strano come non solo la STORIA ma persino la CRONACA camminino più veloci della tartarughe "sinistre" o, almeno, che si ritengono tali solo perché officiano e salmodiano secondo antichi dogmi. Forse ciò accade perché di come vivono realmente e quali siano realmente i bisogni dei "proletari moderni" ne hanno una conoscenza fasulla, visto come passano il loro tempo in comodi ambienti BORGHESI, sia pure su divani e poltrone comodamente colorati di ROSSO. 

martedì 2 dicembre 2014

IO non ci ho capito NIENTE


Oggi, 2 dicembre del 2014, passo in rassegna una serie di titoli che campeggiano su il sito de Il Foglio e mi soffermo su "La “professoressa omofoba”? Non lo era
Smontata l’ennesima bufala che inventa un’emergenza inesistente" e l'articolo ovviamente si sviluppa e si muove secondo il migliore, o peggiore, stile di quello che io mi ostino a chiamare CICCIOFERRARA perchè così l'ho conosciuto tanti anni fa e non è certo offeso se ci si riferisce alla sua mole fisica usata spesso come irridente diga retorica verso i suoi critici.
 
Ricordavo vagamente i fatti e, del resto, c'è sempre il buon Google che da una mano così ho scoperto tutto un fiorire di articoli datati 1 novembre 2014 ovviamente "indignati". E, leggendo fra le righe, piuttosto irritato appariva anche l'Arcivescovo di Torino che in qualche modo non voleva venir convolto nella questione. E questa è la PRIMA TAPPA.
 
Avvicino le date e scopro un articolo de l'Avvenire del 12 Novembre che cerca di chiarire meglio la cosa in qualche modo con il non chiarire chi ha detto cosa e con chi e comunque esprimendo solidarietà alla prof. sicuro che ogni equivoco sarà chiarito. Del resto la prof in questione aveva gìà scritto al quotidiano l'Avvenire con la sua versione con tutte le squisitezze retoriche del caso, le distinzioni ovvie fra peccati e peccatori, la rivendicazione di molti amici con questo problema e risposta altrettanto colta de l'Avvenire.
 
E ormai siamo alla dirittura finale, tanto che, finalmente, tutto è stato chiarito, nessuno ha detto niente di omofobico, anzi molto è stato artatamente travisato. Poi viene un dubbio, nessuna denuncia per diffamazione o per danni. Gli avvocati hanno evidentemente lavorato bene e con loro Presidenza, Arcivescovado e l'abitudine molto piemontese a sopire, poi ci penserà il tempo
 
Mi è rimasto un dubbio, è del 5 novembre
 
La professoressa Caramico è stata, infatti, oggetto di una vergognosa campagna mediatica diffamatoria per aver dichiarato, su insistente domanda di un allievo, quanto segue: «Le persone omosessuali che vivono con sofferenza la loro condizione e desiderano cambiare - solo queste, e non altre categorie di persone omosessuali soddisfatte del loro orientamento - talora si rivolgono a terapisti che, con un accompagnamento insieme psicologico e spirituale, possono venire incontro al loro desiderio», citando un caso concreto di avvenuto recupero a sua diretta conoscenza.

venerdì 31 ottobre 2014

il NOBEL politico e legale a DE MAGISTRIS




dalla pagina di DAGOSPIA
 
Ci sarebbe da ridere e invece occorre piangere.
 
Quando si preparava al ricorso al TAR da bravo conoscitore dei meccanismi legali di questa repubblica non poteva avere ignorato cosa andava a rimestare e sapeva anche che i canali amministrativi sono particolarmente manovrabili pur che si usino i canali, le persone e il momento giusto.
 
E' una lezione che io indirettamente ho imparato molti anni fa, tra la fine degli anni '60 e l'inizio di quelli '70. Pur senza soldi, normale se non hai ascendenti adeguati e sei un modesto borsista e poi prof con incarico triennale perché in fondo l'abilitazione l'avevi (c'eravamo abilitati in poco più di 30 su quasi 600 presentatisi allo scritto e poi le prove pratiche e, finalmente all'orale), ma avevi anche moglie e già due figli. Dicevo pur senza soldi mi era iscritto in una cooperativa "bianca" che pensava di costruire in zona FOSSOLO 2 di Bologna. Già perché le aree eran codificate, zona DC DC, zona CISL, zona PSDI, zona UIL e poi zona ROSSA (il DEMOCRATICO non era ancora di moda). Da poco era uscita una legge che facilitava l'acquisto della prima casa con un tasso fisso per il mutuo, tasso che sarebbe stato costante perché lo Stato garantiva alle banche la differenza. La base era il 7%, il mercato nei primi anni '70 arrivò a punte anche superiori al 20%. Succedeva che il Comune aveva in mano le licenze, lo STATO i finanziamenti agevolati. Se tardavano le licenze del Comune (rosso), lo Stato bloccava i mutui e allora fioccavano i ricorsi al TAR che bloccava tutto (cioè le licenze). Poi quando si aggiustavano fra rossi e bianchi tutto andava a posto, da una parte i non rossi potevano partire e costruire e dall'altra i rossi potevano finalmente incassare.
 
Ma torniamo al De Magistris, il suo è stato un formidabile assist al NO CAV e i suoi avvocatoni non ci avevano pensato, così come forse non pensavano che i rapporti fra i grandi burocrati con codazzo di giudici anche democratici si fossero così deteriorati con il Governo del Renzi.
 
Leggere Repubblica una volta tanto è istruttivo.
 
IL REGALO di Luigi De Magistris a Silvio Berlusconi è talmente grande e insperato che neppure l’ex premier, di primo acchito, se n’è reso conto.
SU UN piatto d’argento, l’ex toga gli offre l’azzeramento della legge Severino, quella che in assoluto lo ha danneggiato di più togliendogli il parterre del Senato e la protezione dell’immunità dal carcere, dalle intercettazioni, dalle perquisizioni. Se Berlusconi è diventato un uomo come gli altri, pienamente soggetto ai codici, lo si deve a quella legge. Senza di essa sarebbe ancora lì a sfruttare i benefici e le protezioni garantite alla casta.
«Meglio stare tra la gente che a palazzo» esulta il sindaco di Napoli, senza accorgersi della contraddizione in cui si è cacciato, perché il tentativo, per ora riuscito, di picconare la legge Severino, trasforma De Magistris nell’idolo del palazzo e dei suoi inquilini, nel vessillifero di quanti, corrotti e corruttori, hanno avversato la legge sull’incandidabilità e l’hanno attaccata ovunque era possibile.
Finora la Severino ha retto. Da ieri, una contraddittoria ordinanza del Tar di Napoli apre uno spiraglio, davvero minuscolo in verità, su una sua presunta incostituzionalità.
 
Di magistrale, come sempre, il già giudice ha la supponenza e i giusti contatti, oltre al sapiente illusionismo che attira gli sprovveduti che sopportano tutto (cos'è cambiato nella "normalità" napoletana?) purché abbia un qualche sapore di "anti".
 
PS: vorrei essere un moscerino per ascoltare i colloqui tra il NO CAV e i suoi legulei (entusiasti e ottimisti sul ricorso all'Europa, che arriverà forse a babbo morto) mentre il De Magistris pimpante e irridente velocemente  tornato a massacrare NAPOLI!

lunedì 15 settembre 2014

ALLE ARMI... ALLE ARMI... DEMOCRAZIA UCCISA

Dum ea Romani parant consultantque, iam Saguntum summa vi oppugnabatur. (l'ho presa direttamente da WIKIPEDIA, ci mancherebbe).
 
No non sono impazzito, son sempre il solito vecchio Benito vestito stavolta da Nitokrema che amava anni fa (tempi felici, tempi di Splinder) ogni giorno fare una specie di lettura, di parte di parte, di quello che si scriveva in giro. Oggi di solito tutto si trasforma in un piccolo preambolo su Faccebukke di supporto a un link e poi, sempre che qualcuno lo desideri, un po' di commenti di chi ti vuole meno male magari ridotti al "mi piace". Personalmente preferirei fosse messo anche il "non mi piace" così da aver capito, almeno, quante volte il campanello ha suonato.
 
Ma veniamo "a bomba" come in anni lontani qualcuno diceva. Mi ha colpito il grido di dolore del povero Grillo: DEMOCRAZIA UCCISA naturalmente l'avviso non è secondo tradizione sui muri listato a lutto come avrebbero fatto con più fantasia gli antenati FUTURISTI, ma è il solito b'anale (apostrofo voluto) twitt, cioè uno di quei così che puoi spedire ovunque da ovunque, sia che tu stia sulle solite spiagge da VIP (delle quali Grillo giustamente è un appassionato utente) o magari stia finendo le abluzioni e tutto gocciolante raggiungi il telefo... scusate lo SMARTPHONE e via spedisci senza aver nemmeno prima meditato che cosa. I vantaggi sono tanti, dopo puoi continuare a controllare se devi tornare dal parrucchiere o i riccioli hanno ancora il giusto contrasto di grigio, oppure finisci di lavorare con la carta igienica o chiudi il rubinetto del bidet.
 
Una volta dovevi fare delle dichiarazioni di fronte a quei testoni di giornalisti che magari facevano gli arroganti chiedendo "perché".
 
E mi ha colpito, perché mentre SEL o la LEGA hanno uno straccio di dibattito interno con sofferenze e discussioni, il Grillo le discussioni forse le ha con l'altro cappellone lungo sempre dopo e basta. Quando gli tira mette due cazzate sul famoso blog e le truppe eroicamente applaudono o stanno zitte per non rischiare l'espulsione. E il tutto è poi ancora più sconcertante perché dopo le famose ultime votazioni denominate europee aveva riconosciuto al RENZI di aver ricevuto una investitura ufficiale dagli elettori d'Italia ed era pronto a discutere tanto che ZUCCONI con l'ironia dei vecchi cresciuti a pane e cipolla e scarponi antifango scriveva
 
 
Restiamo comunque in attesa, anche perché l'unico che sta capendo qualcosa è SALVINI ed è anche l'unico che da questi casini uscirà meglio, per risalire a quelle vette leghiste in termini elettorali che solo l'insipienza e la dabbenaggine da neo-ricchi hanno distrutto. Di SEL non parliamo, l'acqua arriva al ginocchio eppure rischiano di annegare, misteri tipici della sinistra, chiamiamola così, divisa in tante parrocchie ognuna delle quali ha un proprio vangelo e un po' di cardinali che vorrebbero diventare "papi", perché il loro ispiratore non è mai Marx o qualcosa di simile ma banalmente il "papi" oggi NO-CAV. 

lunedì 8 settembre 2014

leggendo THOMAS MANN

Certo ai seri e severi lettori potrà apparire ridicolo un tale che scopre Thomas Mann ormai alle soglie degli 80, tanto più che non è merito o curiosità mia, ma semplicemente una cara amica decisamente più giovane di me ha accumulato negli anni pareti e scaffali pieni di libri e così sto saccheggiando qua e là tutto quello che in quel momento è a portata di occhi e di mano.
In qualche modo sono stato un lettore, a cominciare dagli anni piccoli guidato da mia madre che reimparava con me partendo da Il Corrierino dei Piccoli. Era il 1940, io mi avvicinavo ai 5 anni e mia madre ai 28, così assieme imparavamo a compitare e persino a scriverle, quelle parole abbinate alle immagini. Ma la lettura vera arrivò più tardi, alla fine del 1945 in collegio, durante il riposino obbligatorio del pomeriggio, combattendo con Tremal Naik, Sandokan, le Tigri, i Pirati, sfruttando i raggi di luce che penetravano dalle fessure degli scuri segnati dal tempo. Erano avventure molto impegnative e continuavano nei sogni dove finalmente anch'io ero uno dei protagonisti. E poi c'era un libro che parlava della Maremma, con le sue piante, i boschi selvaggi, le paludi, gli animali. Un libro che ho cercato di ritrovare ma non ricordo né titolo né autore, solo un ragazzo circa della mia età che andava alla scoperta di questo suo mondo affascinante dove piante e animali erano carne viva della vita, protagonisti non solo comparse o fondali più o meno amici o nemici e molto spesso banali servi. Mondo che molti anni dopomho cercato di riconoscere scendendo dalla Liguria al Lazio lungo la costa tirrenica.
Poi il Seminario dagli 11 ai 14 anni, letture più storiche che religiose, anche se c'erano spesso i cattivi massoni che fingevano la COMUNIONE per poi portarsi a casa l'ostia consacrata e tutti assieme colpire con i pugnali quel povero dischetto di farina azima in spregio di noi creduloni. Poi cambiò vescovo, arrivò una squadra nuova e si leggeva di tutto. In alcuni libri c'eran pure dei personaggi femminili! Ma ormai ero a Trieste, del parentado allargato il primo che andava a un liceo, sia pure scientifico e per quel che so l'unico del mio giro generazionale e temo anche su quello del turno dei miei figli, a parte loro ovviamente. E al Liceo Oberdan di Trieste fui fortunato, trovai un prof che mi insegnò a leggere e a vivere la biblioteca civica triestina nelle sue molteplici funzioni e inevitabilmente fu la parte storica più che letteraria e dalla cosiddetta rivoluzione americana in poi. E poi la curiosità della storia italiana del primo novecento, il clima culturale che portò al fascismo che allora mi affascinava, cos'erano e chi erano sti comunisti, Gramsci, Togliatti e anche l'Angelo Tasca così poi dimenticato. E poi chi erano gli USA e i loro scrittori e mi innamorai del Nobel Sinclair Lewis e dei suoi personaggi quasi fossero dei simboli e delle iconografie realistiche e devo ammettere che degli italiani ben poco ho letto (delle ultime  generazioni) anche per la loro lingua che mi è sempre parsa così lontana dal parlato reale trovandomi più a mio agio con l'italiano dei traduttori di autori non italiani, preferendo sempre quelli americani forse anche sotto l'influsso della cinematografia e del fascino indotto dalla loro centralità politica. E poi facevano da contraltare ai russi, quei russi così veri, così europei e, soprattutto, così poco italioti.

E arrivo finalmente a Thomas Mann, incontrato come dicevo per caso nella miniera di una mia cara amica e ai suoi BUDDENBROOK e sono rimasto affascinato da questa borghesia mercantile e che pure avvertiva del nuovo che avanzava. Certo che raffrontarla con l'Italia di allora vengono i brividi (siamo attorno alla metà del 1800, dopo la monarchia di luglio, in piena apparente restaurazione), eppure anche loro non avvertono quel che pure in Inghilterra e anche nelle Francia di Luigi Filippo si stava preparando

Ideali pratici... Non non è roba che fa per me! Adesso spuntano gli istituti professionali e tecnici e le scuole commerciali, mentre il ginnasio e l'istruzione classica diventano improvvisamente sciocchezze e non si pensa ad altro che a miniere...a industrie...e a far quattrini...Bene, bravi! Tutte belle cose. Ma a lungo andare diventano un po' stupide...no? Non so perché io senta queste cose come un affronto ...

Che buffo, proprio attorno a quegli anni a Bologna il Comune creò le "scuole tecniche comunali" (1844) con la cattedra di meccanica e poi di chimica su sollecitazione dei setaioli e tanti anni dopo (1966) ebbi l'onore di cominciare ad insegnarvi anch'io ed è stata una esperienza molto gratificante anche per il confronto e il rapporto con realtà produttive in continua evoluzione (almeno da quelle parti lì, di indiscutibile prestigio internazionale e non solo economico).

Ma a parte gli incisi e le nostalgie personali c'è altro di attuale e interessante, il cambio generazionale inevitabile specie quando a deciderlo è la morte e così il "console" può diventare "senatore" con volontà innovative e nuove che la realtà, le traversie parentali frustreranno e così l'arrivo alla carica di borgomastro, ultima carica suprema, diverrà impossibile. In fondo è la rappresentazione della nuova realtà, dove i diritti della nascita e del ruolo sociale non sono eterni, almeno in molte parti del mondo.

Poi mi vengono i dubbi a guardare e leggere intorno a noi, almeno in Italia, le persone inevitabilmente non sono eterne quel che però è eterno è il peso delle tante corporazioni

domenica 7 settembre 2014

SCALFARI pensiero, penultima puntata.


Da un po' quello che di solito si ritiene il fondatore di Repubblica ha dichiarato guerra al poverino Renzi in ogni sua manifestazione, qualunque essa sia. Si potrebbe anche fissare una data per mettere in evidenza questo aspetto, un paio di domeniche prima dell'ultima ipotetica conversazione con Papa Francesco. Il Renzi aveva appena dichiarato guerra, poi in parte persa, ai "vecchi" giudici e ai "vecchi" grandi burocrati della macchina statale e parastatale parlando addirittura di pensionamenti anticipati e riduzioni addirittura di "stipendi" (non sono certo "salari") nel limite dei 239 mila e 191 euro del Presidente della Repubblica . Scalfari dev'essersi sentito come un naufrago, prevedere di non poter più chiamare al telefono diretto i suoi "amici", così da rassicusarsi e rassicurare, alla sua venerabile età (in fondo ha solo 12 anni più di me) dev'essere stato terribile. Da allora Renzi è diventato il regazzino minchia, bersaglio unico e ossessivo e mi spiace per il povero Ezio Mauro, del resto nell'avversione preconcetta Scalfari ha il pieno appoggio anche di alcuni rivoluzionari.
 
Ma veniamo al sermone odierno, fatti gli opportuni apprezzamenti del nostro connazionale a capo della BCE rimangono poi gli ostacoli rappresentati proprio da questo RAGAZZINO che snobba persino Cernobbio (chissà quanto soffre l'Eugenio per non esserci, né lui né De Benedetti). Ma queste sono sottigliezze, più interessante è il resto quando si passa ai rimproveri "veri" e a commentare quel che intende fare  Draghi e di conseguenza chi deve INVESTIRE.

Questa politica ha un obiettivo primario: rialzare il tasso di inflazione in prossimità al 2 per cento (attualmente in Europa è prossimo allo zero) e un obiettivo secondario ma interconnesso che è quello di abbassare il tasso di cambio dell'euro-dollaro almeno verso l'1,25 ma possibilmente all'1,20 contro dollaro. Questo risultato potrà essere anche attuato con interventi sui mercati di paesi terzi con monete diverse dall'euro, vendendo quote della nostra moneta e deprimendo così il cambio con riflessi sulle quotazioni del dollaro.

L'insieme di questi intenti non è di facilissima esecuzione ma la Bce e le Banche centrali nazionali dell'area europea sono perfettamente in grado di effettuarli con rapidità ed efficienza. Ma c'è un aspetto molto problematico: le imprese europee sono parte attiva di questo programma, debbono cioè essere disponibili a indebitarsi con le banche, sia pure a tassi di interesse abbastanza ridotti rispetto a quelli attuali.

Se hanno progetti di investimenti e se i governi le incentivano a investire, il sistema delle imprese farà quello che ci si aspetta; ma attualmente questa disponibilità non c'è o è comunque insufficiente, sicché questa seconda parte della strategia di Draghi rischia di non dare i risultati attesi.

 
Ed ecco il vero problema Renzi   <se hanno progetti di investimenti e se i governi le incentivano a investire, il sistema delle imprese farà quello che ci si aspetta>. Se il Governo ci dà i soldi, allora forse investiremo e non è un caso se in qualche modo è tornata la sintonia fra Renzi e il Presidente di Confindustria SQUINZI.
 
Squinzi fa parte di quegli industriali italiani (medi) che i soldi li ha, che ha intenzione di restare in Italia ma che vuole togliersi dai piedi tutto quel sistema di aziende e banche che dominano solo per quell' andazzo eterno italico che si è visto in tante altre situazioni, ultima Alitalia, ma ce ne sono tante altre, con lo Stato, cioè tutti noi (o meglio quelli che le tasse le pagano), che ci mette i soldi e gli utili vanno agli altri. Questi sono i Governi che evidentemente piacciono all'illustre estensore.
 
E poi c'è il finale con un abbinamento incomprensibile, almeno per me, visto che riguardano situazioni politico-amministrative locali come a LOCRI (125 dipendenti, presenti 25) , dove il sindaco, ex AN ed eletto in una lista civica (alle politiche maggioranza Berlusconi, 36.5%, PD e SEL  25.9%, 5 stelle 22%, centro 9.2%) non riesce ad avere presenti più di 25 dipendenti su 125.
 
L'altro esempio è la questione Scopelliti, recentemente conclusa e che finalmente dovrebbe portare a una nuova elezione regionale, vicenda questa nata ben prima che direttamente o indirettamente ne fosse anche solo sfiorato il nemico pubblico nro 1 del grande saggio e comunque riguardante una amministrazione che chiamare destra sarebbe offensiva anche per mafia.